Villa Manin Baccaglini: un gioiello di storia nel cuore del Polesine

15 Ott , 2026 - VILLE VENETE IN POLESINE

Villa Manin Baccaglini: un gioiello di storia nel cuore del Polesine

La splendida Villa Manin Baccaglini sorge a Rovigo, nella suggestiva località detta “la Nogarazza”. L’edificio si trova in un appezzamento stretto tra l’Adigetto e l’argine pubblico. Questa dimora rappresenta un esempio affascinante di architettura rurale veneta.

La storia di Villa Manin Baccaglini attraverso i catasti storici

Il complesso appare per la prima volta nella mappa del Catastico veneto del 1775. A quel tempo la proprietà apparteneva al nobile Alvise Manin.

Sono visibili  una corte di lavoro a ovest con casa per salariati ed un rustico, una costruzione minore al limite orientale della proprietà e la corte principale al centro.

La casa appare come un edificio sviluppato su due piani più un sottotetto, caratterizzato dal piano terreno porticato a tre arcate e da un portale centrale ad arco al primo piano.

Le due ali laterali, a un solo piano, sembrerebbero adibite a casa per i salariati. All’estremità dell’ala occidentale è visibile il piccolo oratorio, fatto costruire nel 1734 dal conte Nicolò Manin.

Il fondo, di conformazione irregolare, risulta esteso a nord del complesso, oltre l’Argine Pubblico, ed è denominato “La Nogarazza”.

Nel 1846 il Catasto austriaco mostra importanti evoluzioni della struttura. Le adiacenze laterali risultano ampliate e meglio allineate al fronte principale. Ad essi si aggiunge una nuova costruzione a est, forse una casa colonica, separata e avanzata verso sud.

Cenni storici, datazione e passaggi di proprietà di Villa Manin Baccaglini

Gli storici dell’arte offrono diverse interpretazioni sulla datazione dell’edificio. Secondo lo studioso Canova, la parte inferiore risale al XVI secolo.

Il ricercatore Semenzato conferma la datazione cinquecentesca per il nucleo centrale. Egli identifica inoltre nel 1734 l’anno di edificazione di un oratorio, un tempo incluso nel complesso e scomparso in questo secolo.

Il complesso probabilmente fu concepito secondo uno specifico modello funzionale in base al quale la casa padronale era strettamente legata alle attività agricole, realizzando un’unità produttiva la cui fruizione era collegata più al fattore che al padrone.

Tale modello appare largamente utilizzato nelle ville palladiane, di alcune delle quali il complesso di Villa Manin viene ritenuto il modello ispiratore.

Il primo proprietario documentato resta il conte Nicolò Manin nel 1734.

Assetto attuale dell’insediamento 

L’assetto attuale comprende la casa padronale e due eleganti barchesse laterali  orientate in senso sud-nord. Una casa per i salariati e una stalla con fienile, separate e allineate tra loro, oltre a una casa di recente costruzione, sono presenti a ovest.

Gli edifici si organizzano attorno a due corti ben distinte separate tra loro da un viale d’accesso.  La corte di lavoro vera e propria comprende la casa dei salariati e la stalla con fienile, affacciate a nord sulla strada.

Sulla corte principale, posta al centro della proprietà, prospettano la casa padronale e le adiacenze relative ad essa. Provvista di un muro di cinta a nord, la corte è occupata in parte da un orto e, al centro, da un’aia in formelle di cotto, delimitata da un cordolo anch’esso in cotto.

L’area retrostante l’edificato fino a qualche anno fa era occupata in parte da un vigneto e in parte da un campo coltivato.

Attualmente è in corso un “restiling” della barchessa occidentale con destinazione, pare, ad uso ricettivo.

Gli edifici architettonici connotati di Villa Manin Baccaglini

La casa padronale

La casa padronale, sviluppata su due piani più un sottotetto, è conclusa da una copertura a padiglione. La pianta tripartita presenta un vano centrale passante.

Il piano terreno si apre verso sud con tre archi a sesto ribassato, dotati di imposte e chiavi di volta in rilievo. Le forature superiori risultano disposte simmetricamente rispetto l’asse centrale,

evidenziato, al primo piano, da un portale centinato preceduto da un balconcino in ferro battuto.

Le forature del sottotetto, fino a tempi recenti di forma quadrata, sono state ridotte. In tal modo risulta aumentata la sproporzione percepibile tra il portale centrale e le altre modeste aperture. La facciata è conclusa da un cornicione a dentelli.

Le condizioni di conservazione della casa sembrano buone, anche se nel corso degli ultimi anni l’edificio è stato oggetto di pesanti trasformazioni.

Le barchesse

La barchessa orientale riprende il motivo a portico della casa padronale. Oggi conserva solo quattro archi rispetto agli otto precedentemente esistenti, a causa di parziali demolizioni passate.

La barchessa occidentale appare invece più alta e visibilmente più ampia. In origine l’ala occidentale ospitava anche un piccolo oratorio consacrato.

Oggi la struttura ha cambiato destinazione d’uso ed è diventata una struttura ricettiva. Villa Manin Baccaglini continua così a vivere, raccontando secoli di storia polesana.

 

Fonte: Ville Venete: la Provincia di Rovigo. – Insediamenti nel Polesine. Istituo per le Ville Venete Marsilio. 


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