Uomini illustri nel Polesine: Sigismondo Cattaneo

6 Mag , 2026 - UOMINI E PERSONAGGI

Uomini illustri nel Polesine: Sigismondo Cattaneo

Uomini illustri nel Polesine tra amore e vendetta

La storia del Polesine custodisce episodi che sembrano usciti da un romanzo storico. Tra questi vi è la drammatica vicenda di Sigismondo Cattaneo, figura controversa della Lendinara del cinquecento, protagonista di una lunga scia di vendette, omicidi e rivalità nobiliari.

Secondo le cronache riportate in Lendinara Veneta di B. Rigobello, tutto ebbe origine da una passione amorosa.

Sigismondo si era innamorato di Apollonia Petrobelli, appartenente a una delle famiglie più influenti della città. Ma anche il giovane conte Silvio Conti corteggiava la donna, e alla fine i Petrobelli preferirono concederla a lui in matrimonio.

Per Sigismondo fu un’umiliazione pubblica. Quando i due rivali si incontrarono, le spade vennero sguainate e soltanto l’intervento di alcuni presenti evitò il peggio. Da quel momento però il rancore degenerò in una vera guerra privata.


Sigismondo Cattaneo e la violenza nella Lendinara del Seicento

Non potendo colpire direttamente i potenti Petrobelli e Conti, Sigismondo iniziò a perseguitare amici, sostenitori e parenti delle due famiglie.

Attorno a lui si raccolsero uomini armati e personaggi violenti. Tra questi vi era Lodovico Relagio, figura già nota nelle cronache criminali dell’epoca. La città iniziò lentamente a sprofondare nel caos.

Quando Carlo Roccato denunciò il Relagio alla giustizia veneziana, la risposta fu immediata e feroce: Relagio venne assassinato. Ma la vendetta dei sostenitori del Cattaneo non tardò.

Carlo Roccato fu raggiunto davanti alla propria abitazione da Pompeo e Cesare Migliaro, uomini vicini a Sigismondo, e ucciso con un colpo d’archibugio.

Le strade della Lendinara del cinquecento divennero così teatro di continue aggressioni, imboscate e regolamenti di conti.


Uomini illustri nel Polesine e le faide nobiliari

Le violenze coinvolsero rapidamente numerosi esponenti delle famiglie cittadine.

Tra le vittime vi fu anche Vincenzo de’ Lorenzi, notaio criminale vicino ai Petrobelli, assassinato nella propria abitazione oltre San Rocco.

Le cronache raccontano inoltre il feroce scontro avvenuto nella Via Lunga verso Santa Sofia, dove Gio. Angelo e Lodovico Cattaneo affrontarono Bellin Brillo, Lauro Malmignati e altri uomini armati.

Lodovico Cattaneo, ormai anziano ma ancora combattivo, venne ucciso brutalmente durante lo scontro.

Nemmeno Alessandro Cattaneo, fratello di Sigismondo, riuscì a salvarsi: fu colpito da un’archibugiata durante uno spostamento notturno con i propri uomini.

Questi episodi mostrano quanto fossero profonde le tensioni nella società polesana del Cinquecento, dove l’onore familiare e la vendetta personale spesso superavano la stessa autorità della Serenissima.


L’assalto alla casa Petrobelli

Braccato dalla giustizia, Sigismondo riparò nel territorio ferrarese, dove riuscì a raccogliere una nuova banda armata.

Con circa quaranta uomini tornò improvvisamente a Lendinara e attaccò la Contrada delle Beccherie, dove si trovava la casa dei Petrobelli.

Le cronache descrivono una scena drammatica: fascine accumulate davanti all’abitazione, olio versato e il fuoco appiccato all’ingresso.

Donna Lucrezia riuscì inizialmente a mettersi in salvo passando attraverso un edificio vicino. Ma ricordandosi improvvisamente dei propri gioielli, tornò indietro nel tentativo disperato di recuperarli.

Nel caos prese però un cofanetto sbagliato, vuoto, perdendo così nel rogo tutti i suoi preziosi.

Anche il cavaliere Petrobelli venne creduto morto. Solo successivamente fu trovato vivo, incastrato e privo di sensi all’interno di un camino, mentre agitava debolmente un fazzoletto verso l’esterno.


La tragica fine di Sigismondo Cattaneo

Dopo anni di sangue e vendette, Sigismondo cercò rifugio presso i Gonzaga a Mantova, dove riuscì perfino a ottenere protezione e fortuna.

Ma le accuse continuarono a perseguitarlo.

Costretto nuovamente alla fuga verso Ferrara, venne infine arrestato. Le cronache riferiscono che morì nel carcere ferrarese, probabilmente avvelenato per evitare ulteriori scandali sulla famiglia.

Il suo alleato Lodovico Relagio invece venne decapitato a Venezia.

Così terminò una delle vicende più oscure e violente della storia polesana del Seicento.


Memorie dimenticate del Polesine

La vicenda di Sigismondo Cattaneo restituisce il volto più duro e inquieto della società polesana sotto la Serenissima.

Dietro le antiche strade di Lendinara, dietro palazzi oggi silenziosi, si nascondono storie di passioni, ambizioni e vendette che per decenni segnarono la vita della città.

Sono memorie spesso dimenticate, ma fondamentali per comprendere il carattere e la complessità storica del Polesine.


📖 Fonte:

  • B. Rigobello, Lendinara Veneta.

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