Quando si parla di Risorgimento e Ottocento italiano, spesso il Veneto viene raccontato soltanto attraverso una parte della sua storia.
Eppure fino al 1866 il Veneto apparteneva all’Impero austriaco e migliaia di veneti servirono nei reggimenti imperiali austro-veneti, combattendo e vivendo sotto le insegne asburgiche.
Una realtà storica che oggi viene ricordata raramente, nonostante abbia coinvolto intere generazioni di uomini partiti anche dai paesi del Polesine.
La grande ricerca storica di Gastone Fusaro
Negli ultimi anni il ricercatore veneziano Gastone Fusaro ha portato avanti un lavoro straordinario di recupero archivistico dedicato ai soldati veneti arruolati nell’esercito austriaco tra il 1814 e il 1866.
Attraverso ruolini matricolari, documenti militari e archivi consultati in diversi paesi europei, Fusaro è riuscito a riportare alla luce migliaia di nomi dimenticati dalla storia ufficiale.
Un lavoro enorme e paziente che permette oggi di comprendere meglio una parte fondamentale della storia veneta ottocentesca, troppo spesso rimossa o trattata marginalmente.
Molti di quei soldati provenivano da piccoli paesi rurali, da comunità di pescatori o da terre di campagna come quelle polesane. Giovani che finirono coinvolti nelle grandi guerre europee dell’epoca e che spesso non tornarono più alle loro case.
Anche il Polesine emerge dalle ricerche sui soldati veneti
Le ricerche di Gastone Fusaro stanno facendo emergere anche numerosi nomi legati al Polesine e ai territori dell’antico Veneto austriaco.
Per il momento il lavoro di Fusaro si è concentrato soprattutto sui reparti dell’esercito imperiale austro-veneto e non ancora sulla marina imperiale austriaca.
Proprio per questo è probabile che nei prossimi anni possano emergere ulteriori storie, nomi e vicende legate anche a soldati e marinai polesani rimasti finora sconosciuti.
Ed è proprio qui che la ricerca storica potrebbe ancora regalare scoperte importanti.
I polesani già conosciuti e decorati al valore
Alcuni nomi polesani decorati al valore sono però già conosciuti.
Tra questi emerge la figura di Marcomini Michele di Salara, granatiere dell’esercito imperiale, decorato con la medaglia d’argento di prima classe per il valore dimostrato durante la battaglia di Magenta del giugno 1859 contro gli eserciti franco-piemontesi.
Per quanto riguarda invece la marina imperiale, risultano già noti alcuni polesani decorati durante la battaglia navale di Lissa del 1866.
Tra i medagliati con la medaglia d’argento di seconda classe figurano Ravagnan Gaetano di Donada, Pregnolato Domenico di Contarina e Gallo Eugenio Paolo di Adria.
Con la medaglia d’argento di prima classe venne invece insignito Pregnolato Paolo di Loreo.
Questi nomi non derivano ancora direttamente dalle ricerche di Gastone Fusaro sulla marina imperiale, ma testimoniano chiaramente quanto anche il Polesine fosse coinvolto nella realtà militare e marittima dell’Impero.
Ed è probabile che proprio grazie a ricerche come quelle portate avanti da Fusaro possano emergere in futuro altri soldati, marinai, decorati o semplici coscritti polesani dimenticati dalla memoria storica.
Una pagina di storia veneta che merita attenzione
Ricordare questi uomini non significa negare altre pagine della storia italiana.
Significa invece accettare che la storia del Veneto dell’Ottocento fosse molto più complessa di quanto spesso venga raccontato.
Per decenni migliaia di veneti servirono sotto l’Impero austriaco e questa realtà merita oggi di essere studiata senza pregiudizi ideologici.
Il lavoro di Gastone Fusaro assume quindi un valore enorme non soltanto dal punto di vista archivistico, ma anche umano e culturale.
Restituire un nome, un paese d’origine e una storia a questi uomini significa restituire memoria a una parte dimenticata del Veneto.
Sarebbe bello che ricerche come queste potessero essere raccontate anche in Polesine attraverso incontri, conferenze o serate storico-culturali dedicate alla memoria storica veneta ottocentesca.
Perché conoscere il passato significa anche avere il coraggio di riportare alla luce storie che per troppo tempo sono rimaste nell’ombra.
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Grazie della bella recensione. Gastone
La ringraziamo Gastone per la sua splendida opera di ricerca su una parte di storia della nostra terra poco conosciuta continui così.