Adria, 4 agosto 1707: un nuovo volto per l’Ospedale dei Poveri
Il 4 agosto 1707 rappresenta una data significativa per la storia artistica di Adria. In quel giorno le autorità cittadine affidarono al pittore Giovanni Campanella un importante incarico per decorare l’Ospedale dei Poveri, edificio che sorgeva in Piazza Castello e che costituiva uno dei principali luoghi di assistenza della città.
L’opera non aveva soltanto una funzione estetica. Attraverso pitture, colori e simboli, l’edificio doveva trasmettere prestigio, ordine e il forte legame della comunità adriese con la Serenissima Repubblica di Venezia.
Un incarico voluto dalle autorità cittadine
La commissione fu sottoscritta dalle principali autorità locali: il podestà Giorgio Corner, il governatore Giobatta Bocchi e il sindaco Giovanni Antonio Mecenati.
La loro decisione dimostra quanto fosse importante mantenere decorosi gli edifici pubblici, soprattutto quelli destinati all’assistenza dei più poveri, che rappresentavano un punto di riferimento per l’intera comunità.
I lavori affidati a Giovanni Campanella
Il contratto prevedeva una serie di interventi decorativi destinati a valorizzare la facciata dell’edificio.
Fra i lavori commissionati figuravano:
- la decorazione delle due sfere dell’orologio;
- la colorazione a finto marmo delle colonette e della mostra della facciata;
- la realizzazione di un affresco sulla parete secondaria;
- un grande Leone di San Marco dipinto a olio, affiancato da due stemmi, collocato tra i balconi.
Si trattava di un insieme decorativo capace di unire eleganza artistica, rappresentanza civile e identità politica.
Il Leone di San Marco nel cuore di Adria
Tra tutti gli elementi commissionati, il Leone di San Marco occupava certamente il ruolo più simbolico.
La sua presenza sulla facciata dell’Ospedale dei Poveri ricordava l’appartenenza di Adria allo Stato veneziano e il rapporto diretto tra la città polesana e il governo della Serenissima.
Non era una semplice decorazione, ma un autentico emblema di autorità, protezione e continuità istituzionale, destinato a essere visto quotidianamente da cittadini, viandanti e persone assistite nell’ospedale.
Un frammento della storia artistica adriese
Questo documento permette di osservare da vicino come, all’inizio del Settecento, l’arte fosse parte integrante della vita pubblica.
Le decorazioni affidate a Giovanni Campanella non avevano solo uno scopo ornamentale, ma contribuivano a definire l’immagine della città, valorizzando un edificio destinato alla carità e rendendolo degno del prestigio della dominazione veneziana.
Anche attraverso queste commissioni artistiche si costruiva l’identità urbana di Adria, lasciando testimonianze che ancora oggi aiutano a comprendere il volto della città durante il periodo della Serenissima.
Fonte:
- G. Pastega, Et vadi bona Ventura.
