Quando nasce l’Antica Fiera di San Michele di Loreo? È una domanda meno semplice di quanto possa sembrare.
Esiste però una documentazione medievale che permette di guardare molto più indietro nel tempo. I documenti mostrano infatti quanto fosse antica e radicata la festa di San Michele nella comunità di Loreo.
Questo dato è importante. La documentazione non consente ancora di identificare il momento preciso in cui la festa divenne una vera e propria fiera commerciale. Permette però di ricostruire una tradizione religiosa e civile già ben consolidata nel Medioevo.
Il testamento di Perazzolo del 1348
Una delle testimonianze più interessanti arriva dal testamento di Perazzolo della Fornace, abitante di Loreo. Il documento risale al 1348, anno drammatico segnato dalla grande epidemia di peste.
Il testamento fu dettato presso la casa di un notaio a Migliarino. È una delle rare testimonianze dell’antico volgare del basso Polesine e offre uno sguardo prezioso sulla vita quotidiana dell’epoca.
Tra i beneficiari compaiono Zuanna, moglie del testatore, e Lunardo, uno dei suoi figli. Alcune disposizioni permettono anche di comprendere meglio la condizione della famiglia.
Perazzolo stabilisce, ad esempio:
“che se la detta Zuanna se mariasse, che la detta Zuanna non possa avere ne godere del mio per negun pretio”.
In un’altra disposizione prende in considerazione anche l’eventualità che la moglie fosse incinta dopo la sua morte:
“la detta donna Zuanna, mia moier, se trovasse gravida de dreo la morte mia et havesse fiolo masculo”.
Come aveva osservato Piergiorgio Bassan, queste disposizioni fanno pensare a una coppia ancora relativamente giovane. La possibilità di un nuovo matrimonio della moglie viene infatti considerata esplicitamente.
Un legato per la festa di San Michele
Il passaggio più interessante per la nostra ricerca riguarda però una diversa disposizione testamentaria.
Perazzolo stabilisce che i suoi figli debbano provvedere ogni anno, nel giorno della festa di San Michele, a una precisa offerta:
“de farme dare ogni anno in la festa de San Michielo uno staro e mezo de formento venedego, mezo star de farina venedega et uno bigonzo de vino per l’anima mia et delli miei morti”.
Si tratta a tutti gli effetti di un legato testamentario. La donazione è destinata alla chiesa e viene stabilita in occasione della festa di San Michele.
Questo particolare è importante anche per evitare un equivoco. Il documento non dimostra l’esistenza della fiera commerciale nel 1348. Dimostra invece che la festa di San Michele aveva già un preciso significato religioso e comunitario.
Il testamento appartiene inoltre a un anno di peste. Sarebbe quindi difficile immaginare proprio nel 1348 la nascita improvvisa di una grande manifestazione commerciale.
È più prudente pensare che la festa fosse già una tradizione consolidata. La fiera potrebbe essersi sviluppata progressivamente attorno a questa ricorrenza. Questa seconda affermazione resta però un’ipotesi, che nuove fonti potrebbero confermare o modificare.
La Fiera di San Michele a Loreo nel calendario medievale
Per trovare testimonianze ancora più antiche bisogna tornare indietro di oltre un secolo.
La fonte è il Liber Plegiorum, un importante registro conservato presso l’Archivio di Stato di Venezia. Si tratta del più antico registro cartaceo veneziano conservato senza lacune. La parte principale raccoglie documenti compresi tra il 1223 e il 1229.
Il nome deriva dal termine plegius, cioè il garante. I plezii erano infatti garanzie e fideiussioni prestate soprattutto nei confronti del Comune.
Tra gli atti del registro compare una documentazione molto interessante per la storia di Loreo. Il 5 ottobre 1226 il cancelliere ducale Guglielmo da Novara registra un atto relativo alla comunità di Loreo.
La comunità si era riunita in contione, cioè in assemblea. Erano presenti il podestà Angelo Semitecolo, l’arciprete Domenico e alcuni testimoni provenienti da Cavarzere.
L’atto riguarda il nuovo canale scavato tra Loreo e Tornova, sopra l’Atice:
“taglata, quod noviter incisa, sive facta, dignoscitur ab ipso Laureto usque ad Turrem Novam, super Aticem constitutam”.
Gli uomini di Loreo si impegnavano con il doge Pietro Ziani a mantenere in efficienza le opere di arginatura. Dovevano inoltre provvedere alla chiusura di eventuali rotture o aperture dell’argine:
“omnes rupturas, sive aperturas, si que sunt in illa ripa obstruendo et claudendo”.
La festa di San Michele come scadenza
È proprio in questo documento che compare un particolare significativo.
Gli interventi dovevano essere eseguiti entro termini precisi. Il documento stabilisce infatti una scadenza collegata alla festa di San Michele:
“ab ipso festo Sancti Michaelis proximus venturi usque ad annos viginti sequentes”.
La festa non viene quindi ricordata soltanto come ricorrenza religiosa. San Michele diventa anche un riferimento preciso per la gestione di un obbligo pubblico.
Questo elemento ci porta ancora più vicino alla realtà quotidiana della comunità medievale. La festa di San Michele era ormai sufficientemente conosciuta da poter essere utilizzata come riferimento temporale in un atto amministrativo ed economico.
E non si tratta della prima testimonianza.
Un’altra testimonianza del 1224
Nel Liber Plegiorum compare infatti un documento ancora più antico, datato 5 aprile 1224.
Giovanni, figlio del fu Giovanni Giustinian di Chioggia, si costituisce garante per Ugolino Bon di Chioggia: “stetit plegius”.
Ugolino era accusato di avere acquistato consapevolmente animali provenienti da furto, tra cui giumenti provenienti da Codigoro e Loreo.
Giovanni garantiva che Ugolino si sarebbe presentato davanti alle autorità quando richiesto dal doge o da un suo messo. La garanzia prevedeva una pena di 200 lire.
Anche in questo caso compare una scadenza legata alla festa di San Michele:
“infra festum Sancti Michaelis”.
Il riferimento è particolarmente interessante perché precede di due anni quello del documento relativo al canale.
Nel 1224, quindi, la festa di San Michele era già utilizzata come termine riconoscibile all’interno di un atto giuridico. Non abbiamo ancora la prova dell’esistenza della fiera, ma abbiamo una testimonianza molto antica dell’importanza della ricorrenza.
La Fiera di San Michele di Loreo e l’antichità del culto
Un altro elemento può aiutare a comprendere il contesto nel quale si sviluppò questa devozione.
Non lontano da Loreo sorgeva il monastero di San Michele in Adige, oggi noto come Chiesazza. Le sue origini risalgono all’alto Medioevo.
Secondo una tradizione storiografica, la fondazione potrebbe essere collegata alla presenza longobarda nel territorio. Si tratta però di un’ipotesi che va mantenuta distinta dai dati documentari certi.
La dedicazione a San Michele e la posizione geografica del monastero rendono comunque interessante il suo rapporto con la diffusione del culto nell’area.
Nel 1228 il doge Pietro Ziani inserì il monastero tra i beneficiari del proprio testamento. Stabilì per esso un reddito annuo di dieci lire.
Pochi anni dopo, nel novembre del 1241, compare un’altra testimonianza significativa. Domenico Zambon di Chioggia ricevette alcuni terreni dal monastero di San Cipriano di Murano.
Tra gli obblighi previsti figurava anche la consegna annuale di:
“unam urnam de oleo ecclesie Sancti Michaelis in Adice”.
L’olio doveva essere destinato alla chiesa di San Michele in Adige in occasione della festa dell’arcangelo.
Anche questa testimonianza riguarda dunque la devozione e la ricorrenza religiosa. Non dimostra, da sola, l’esistenza di una fiera commerciale a Loreo, ma precede di un secolo la clausola del testamento Perazzolo.
La Fiera di San Michele a Loreo: una tradizione più antica
Le fonti medievali permettono quindi di formulare una prima conclusione.
Nel 1224 la festa di San Michele era già utilizzata come termine giuridico. Nel 1226 compare come riferimento temporale per gli obblighi della comunità di Loreo. Nel 1348, infine, è al centro di un legato testamentario destinato alla chiesa.
Sono testimonianze diverse, ma tutte convergono su un punto. La festa di San Michele era una ricorrenza conosciuta e radicata nella comunità.
Quello che ancora non possiamo dire è quando questa festa si sia trasformata nella Fiera di San Michele di Loreo.
La distinzione è importante. Le fonti oggi disponibili documentano con sicurezza l’antichità della festa e del culto di San Michele. Non consentono invece di fissare con precisione la nascita della fiera come manifestazione commerciale.
È possibile che la fiera sia nata gradualmente attorno a una ricorrenza già consolidata. Per dimostrarlo, però, servono nuove testimonianze.
La ricerca resta quindi aperta. E forse è proprio questo l’aspetto più interessante: la storia dell’Antica Fiera di San Michele potrebbe essere molto più antica di quanto oggi riusciamo a documentare.
Luca Graziano Cattin
