1866 la grande truffa, di Ettore Beggiato

24 Ott , 2026 - LIBRI E FONTI

1866 la grande truffa, di Ettore Beggiato

Perché consigliamo a tutti di leggere questo libro? Perché conoscere la storia significa anche avere la curiosità di andare oltre ciò che ci è stato raccontato. 1866: la grande truffa. Il plebiscito di annessione del Veneto all’Italia, di Ettore Beggiato, è uno di quei volumi che meritano di essere letti, indipendentemente dalle proprie convinzioni. Affronta una pagina fondamentale della storia veneta, quella del plebiscito del 21 e 22 ottobre 1866, ponendo domande che ancora oggi meritano risposte e approfondimenti.

Il libro invita a guardare con occhi diversi un episodio che per generazioni è stato raccontato soprattutto attraverso i risultati ufficiali di una votazione quasi unanime. Ma come si arrivò a quel voto? In quale clima si svolse? E quanto poterono realmente scegliere i veneti? Sono queste le domande che rendono interessante la lettura e che accompagnano il lettore alla scoperta di una vicenda ben più complessa di quanto possa apparire.

Un libro che invita a guardare oltre

Pubblicato per la prima volta nel 1999, il volume ha conosciuto diverse ristampe, fino all’edizione del 2016, pubblicata da Editrice Veneta con la prefazione del sociologo Sabino Acquaviva. Un percorso editoriale che testimonia l’interesse suscitato da un argomento ancora oggi capace di alimentare discussioni e interrogativi.

Beggiato affronta uno dei passaggi più importanti della storia veneta dell’Ottocento, mettendo in discussione il racconto tradizionale di un’annessione avvenuta attraverso una consultazione popolare libera e pressoché unanime. Il titolo è certamente forte, ma richiama l’attenzione su una domanda precisa: quanto furono realmente liberi i veneti di esprimere la propria volontà? Una domanda che riguarda un’intera popolazione, dalle grandi città ai piccoli paesi di campagna, in una società nella quale il peso delle autorità civili e religiose era ancora molto forte.

Quel voto arrivato dopo la consegna

Uno degli aspetti centrali della vicenda riguarda la successione degli avvenimenti. Il 19 ottobre 1866, a Venezia, si svolse la consegna formale del Veneto al Regno d’Italia, attraverso il passaggio diplomatico previsto con la Francia. Il plebiscito venne celebrato soltanto due giorni dopo, il 21 e 22 ottobre.

Per Beggiato questa circostanza rappresenta un punto fondamentale della sua interpretazione. Se il territorio era già stato consegnato, quale valore poteva avere una consultazione chiamata a confermare quella stessa unione? Una questione che merita attenzione, non si tratta quindi soltanto di discutere una data, ma di comprendere il rapporto fra le decisioni prese dai governi e la volontà delle popolazioni coinvolte.

Le urne e la volontà popolare

Il risultato ufficiale del plebiscito consegnò alla storia una maggioranza favorevole all’annessione praticamente totale, con appena 69 voti contrari. Numeri che, letti oggi, colpiscono inevitabilmente.

Ma come si votava nel 1866? Quale libertà aveva un contadino davanti alle autorità del proprio paese? E quanto potevano incidere le manifestazioni pubbliche, i cortei, le raccomandazioni e il clima politico di quei giorni?

Sono interrogativi che invitano a osservare il plebiscito non soltanto attraverso il risultato finale, ma anche attraverso le modalità con cui venne organizzato. Le disposizioni amministrative, i verbali elettorali e le testimonianze dell’epoca costituiscono strumenti preziosi per comprendere ciò che avvenne concretamente nelle diverse comunità venete.

Perché leggere Ettore Beggiato

Ci sono libri che raccontano avvenimenti già conosciuti e altri che spingono il lettore a cercare qualcosa in più. Quello di Ettore Beggiato appartiene a questa seconda categoria. Non si limita a richiamare una data importante della storia veneta, ma invita a interrogarsi su come quella vicenda sia stata raccontata e tramandata nel corso del tempo.

La forza della proposta di Beggiato sta soprattutto nella scelta di affrontare un argomento che per molti anni ha ricevuto meno attenzione di quanta ne meritasse nel dibattito pubblico. L’autore propone una lettura critica del plebiscito e porta il lettore a riflettere sul significato di una consultazione il cui risultato ufficiale apparve quasi unanime.

Non è necessario condividere ogni interpretazione dell’autore per riconoscere l’interesse del suo lavoro. Anzi, è proprio dal confronto fra ricostruzioni differenti, documenti e testimonianze che può nascere una conoscenza più completa del passato.

Leggere Beggiato significa quindi avvicinarsi al 1866 con maggiore curiosità, senza fermarsi alla versione più conosciuta degli avvenimenti. Significa anche riscoprire quanto sia importante continuare a studiare una storia che, a distanza di centosessant’anni, conserva ancora molti aspetti sui quali riflettere.

La storia merita di essere conosciuta

A centosessant’anni da quei giorni dell’ottobre 1866, il plebiscito continua a far discutere. Non dovrebbe sorprendere. Si tratta di un passaggio che ha cambiato profondamente il destino politico e amministrativo delle terre venete.

A Ettore Beggiato va riconosciuto il merito di aver contribuito a mantenere aperta questa discussione, richiamando l’attenzione su una vicenda che merita di essere studiata anche attraverso le testimonianze e i documenti dell’epoca.

1866: la grande truffa è dunque una lettura che consigliamo a chi desidera approfondire uno dei momenti decisivi della storia veneta, andando oltre le poche righe che generalmente gli vengono dedicate.

La Redazione


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