Privilegium Laureti: il certificato di nascita di Loreo

9 Giu , 2026 - CRONACHE E DOCUMENTI,PERIODO VENEZIANO,STORIA DEL POLESINE

Privilegium Laureti: il certificato di nascita di Loreo

Quando si parla delle origini di Loreo, nessun documento possiede un valore storico paragonabile al Privilegium Laureti. Redatto durante il dogato di Vitale Falier, esso viene comunemente considerato il certificato di nascita della comunità loredana. La sua importanza, tuttavia, va ben oltre la storia locale. Il documento rappresenta infatti una fonte preziosa per comprendere la geografia medievale dell’intero basso Polesine e per ricostruire gli antichi collegamenti tra il Po, l’Adige e la laguna veneta. Attraverso le sue pagine emergono informazioni sulla vita religiosa, politica ed economica del territorio, offrendo uno straordinario spaccato della società deltizia alla fine dell’XI secolo.

Privilegium Laureti e il mistero della data: 1090 o 1094?

Una delle questioni più dibattute riguarda la datazione del documento. Nell’archivio antico del Comune di Loreo si conservano infatti alcune copie che riportano a margine la data del 4 ottobre 1090. Si tratta con ogni probabilità di una glossa aggiunta successivamente da chi non lesse attentamente il testo. La più antica copia oggi conosciuta del Privilegium Laureti, conservata presso l’Archivio di Stato di Venezia, riporta invece una formula che non lascia spazio a dubbi:

In nomine domini Dei et salvatoris nostri Ihesu Christi, anno ab incarnatione eiusdem Redemptoris nostri millesimo nonagesimo quarto, mense octubris, indictione tercia, Rivoalto.

Il documento indica chiaramente l’ottobre del 1094. A confermare questa data interviene anche l’indizione, il sistema cronologico medievale basato su cicli di quindici anni. Per determinarla si sommavano tre anni alla data considerata e si divideva il risultato per quindici: nel caso del 1094, l’operazione (1094 + 3) ÷ 15 restituisce un resto di 2 che, tenendo conto dell’indizione greca utilizzata a Venezia e del fatto che il documento fu redatto in ottobre, corrisponde esattamente alla terza indizione riportata nel testo.

Un’ulteriore conferma proviene dall’intitulatio del doge, che si presenta come Vitalis Faletro Dedonis, divine grazie largitate Venecie, Dalmatie atque Chroacie dux et imperialis protosevaston. Il titolo di imperialis protosevaston compare nelle fonti proprio dal 1094 in poi e non è attestato negli anni precedenti. Tutti gli elementi disponibili conducono quindi alla stessa conclusione: il Privilegium Laureti fu certamente redatto nell’ottobre del 1094 e non nel 1090.

Il Privilegium Laureti dell'archivio loredano con la data sbagliata.
Il Privilegium Laureti dell’archivio loredano con la data sbagliata.

La comunità di Lauretum

Il documento identifica il castello con il nome di Lauretum, la più antica attestazione conosciuta del nome di Loreo. Tra i richiedenti compare inoltre Petrus presbitero et nunc plebanum, il più antico pievano di Loreo di cui abbiamo notizia. La sua presenza certifica l’esistenza di una comunità ecclesiastica già organizzata alla fine dell’XI secolo e conferma l’antichità della parrocchia loredana.

Accanto al pievano compare anche Johanne gastaldione, testimonianza della presenza dell’autorità civile accanto a quella religiosa. Già nel 1094 il castello di Loreo appare quindi organizzato attorno ai due principali poteri che regolavano la vita delle comunità medievali. Tra i sottoscrittori figura inoltre Petro Badovario venerabili nostro Gradensi patriarcha, identificabile con il patriarca di Grado Pietro Badoer, a conferma dell’importanza attribuita alla concessione del privilegio.

Terminato l’elenco dei presenti, il documento passa alla descrizione dei confini del castello. Si tratta di un passaggio fondamentale per la ricostruzione della geografia medievale del territorio, che abbiamo già approfondito nell’articolo dedicato allo scavo del canale di Loreo e all’antico sistema idraulico che collegava il Po alla laguna veneta.

Un privilegio durato quasi nove secoli

Tra le disposizioni più sorprendenti contenute nel Privilegium Laureti vi è quella che riguarda la scelta delle principali autorità della comunità. Il documento stabilisce infatti che Plebanum vero et gastaldionem nullum vobis alium daturi sumus, nisi quem vos vestra laudatione et communi consensu quesieritis, riconoscendo agli abitanti di Loreo la facoltà di scegliere sia il pievano sia il gastaldo.

Si trattava di una concessione notevole per l’epoca, poiché attribuiva alla comunità un ruolo diretto nella designazione delle proprie autorità. Se il diritto di eleggere il gastaldo scomparve con l’evoluzione delle istituzioni medievali, ben diversa fu la sorte dell’elezione del pievano, divenuto dal 1226 arciprete.

Questa prerogativa continuò infatti a essere esercitata dalla comunità loredana per molti secoli. L’ultimo arciprete eletto secondo l’antica consuetudine fu don Galileo Bernardinello negli anni Cinquanta del Novecento. La prima deroga si verificò invece nel 1965-1966 con la nomina di don Mario Romanato. In quell’occasione l’allora sindaco di Loreo chiese al vescovo Giovanni Battista Piasentini che l’antico privilegio fosse formalmente conservato anche per il futuro. La richiesta venne accolta e il diritto non fu mai abolito. Pur non essendo più stato esercitato, esso risulta ancora oggi vigente.

Pochi documenti medievali possono vantare una continuità tanto lunga. Per quasi nove secoli una disposizione contenuta nel Privilegium Laureti ha continuato a produrre effetti concreti nella vita della comunità loredana, ben oltre la caduta della Serenissima.

Tre polli e tre denari

Il privilegio regolava anche gli aspetti economici della vita del castello. Gli abitanti di Loreo erano tenuti a versare ogni anno tre polli e tre denari. Il pagamento era suddiviso in tre momenti dell’anno: un pollo e un denaro a Natale, un pollo e un denaro al tempo della carnis laxatio, cioè il periodo che precedeva la Quaresima, e un ultimo pollo con un denaro a Pasqua. I tre denari raccolti rimanevano al gastaldo.

Particolarmente interessanti risultano le disposizioni relative alla pesca. Il documento stabilisce infatti che de anguillis capitaneis, quas venales vocatis, rectum decimum ad ecclesiam ipsius castelli et ad plebanum et ordinarios eius dare debetis. Le anguille destinate alla vendita erano quindi soggette al pagamento della decima a favore della chiesa del castello, del pievano e degli ordinari ecclesiastici. L’undicesima parte spettava invece direttamente a Venezia.

Anche la caccia compare tra le attività disciplinate dal privilegio. Qualora i cacciatori avessero catturato un cinghiale, come specifica la clausola si cenglarem aliquo venatis ceperitis, avrebbero dovuto inviare al doge e ai suoi successori caput illius cum pedibus nobis nostrisque successoribus portaturi estis, cioè la testa e le zampe dell’animale. Si tratta di un dettaglio curioso che offre uno spaccato concreto della vita quotidiana e delle forme di tributo esistenti alla fine dell’XI secolo.

La gondola

Tra le curiosità più note del Privilegium Laureti vi è inoltre la frase gondulam vero nullam nobis nisi libera voluntate vestra facturi estis, che contiene la più antica attestazione conosciuta della parola latina “gondola”. La presenza di questo termine testimonia quanto la navigazione fosse già allora parte integrante della vita economica e sociale del territorio.

La presenza del termine nel documento del 1094 rappresenta un elemento di notevole interesse storico. Ciò non significa necessariamente, però, che la gondola veneziana sia nata a Loreo. Imbarcazioni denominate kondura risultano infatti attestate già attorno all’anno Mille. Inoltre il termine gondula potrebbe aver avuto un significato più ampio rispetto a quello odierno. Altre fonti successive, come la stele settecentesca di Tornova, mostrano infatti come il termine “gondola” fosse utilizzato nell’area compresa tra Loreo e Chioggia come generale riferimento alle imbarcazioni impiegate nel trasporto e nella navigazione locale.

Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo di Gentile Bellini , c.a 1500 - la più antica rappresentazione della gondola moderna
Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo di Gentile Bellini, c.a 1500 – la più antica rappresentazione della gondola moderna.

Privilegium Laureti: un documento fondamentale per la storia del basso Polesine

Dopo aver elencato privilegi, obblighi e confini del castello, il documento si conclude con le sottoscrizioni delle autorità e dei testimoni intervenuti alla sua redazione. La stesura materiale dell’atto fu affidata al prete-notaio Giovanni di San Basso, grazie al quale il contenuto del privilegio è giunto fino a noi attraverso la più antica copia superstite oggi conosciuta.

Definire il Privilegium Laureti come il certificato di nascita di Loreo è certamente corretto. Allo stesso tempo, però, questa definizione rischia di essere riduttiva. Il documento rappresenta infatti una fonte di straordinaria importanza per la ricostruzione della geografia medievale del basso Polesine. Attraverso le sue pagine emergono informazioni preziose sulle vie d’acqua, sui traffici commerciali, sull’organizzazione del territorio e sui collegamenti tra il Po, l’Adige e la laguna veneta.

Pochi documenti dell’XI secolo consentono di osservare con altrettanta chiarezza la vita di una comunità deltizia medievale. Il Privilegium Laureti continua quindi a essere una fonte imprescindibile non soltanto per la storia di Loreo, ma anche per comprendere l’evoluzione storica e geografica dell’intero basso Polesine, un territorio che per secoli ha rappresentato il punto d’incontro tra il mondo fluviale del Po e quello lagunare veneziano.

 

Luca Graziano Cattin

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