Mentre nel cuore della cittadina adriese sorge la Cattedrale di Adria, dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, monumento religioso e storico che racchiude oltre un millennio di fede, arte e memoria.
L’edificio attuale è il risultato di una lunga successione di trasformazioni, ricostruzioni e restauri. Prima della chiesa odierna esisteva infatti un’antica Cattedrale, nota oggi come chiesa di San Giovanni Battista, che per secoli fu il centro spirituale della diocesi.
Ripercorrere la storia della Cattedrale di Adria significa seguire le vicende della città stessa: dai primi secoli cristiani al dominio veneziano, dalle guerre napoleoniche fino all’età contemporanea.
Le origini della Cattedrale
Le origini della Chiesa adriese sono molto antiche, anche se le testimonianze archeologiche e documentarie sono limitate.
Fra il II e il III secolo d.C., durante la dinastia dei Severi, il Cristianesimo trovò condizioni favorevoli alla sua diffusione. Secondo la tradizione, fu San Apollinare, primo vescovo di Ravenna, a portare la nuova fede nelle terre dell’Emilia e del Polesine.
Nel VI secolo Adria entrò nell’Esarcato di Ravenna e probabilmente proprio in quell’epoca nacque la sede vescovile.

Il primo vescovo certamente attestato è Gallionisto, che partecipò nel 649 al Sinodo Lateranense convocato da papa Martino I insieme ad altri 104 presuli.
Nei secoli successivi sono ricordati i vescovi Bono, Giovanni e Teodino. Quest’ultimo partecipò al Concilio di Ravenna dell’877, mentre le sue reliquie furono rinvenute nel 1746 nell’altare maggiore dell’antica Cattedrale.
La Cattedrale di Adria nei documenti medievali
Le fonti medievali attestano con chiarezza l’esistenza di una chiesa cattedrale dedicata a San Pietro.
Nel 863 papa Niccolò I confermò al vescovo Leone i privilegi della diocesi e lo invitò a ricostruire la propria chiesa, definita: «Distrutta dalle fondamenta».
Nel 920 papa Giovanni X autorizzò invece il vescovo Paolo a costruire il castello di Rovigo, imponendogli tuttavia di ricostruire anche la Chiesa Adriese del beato Pietro.
Le opere iniziarono probabilmente sotto il vescovo Benedetto I attorno al 1050 e furono completate nel 1067 dal successore Tutone.
Una tradizione, riportata anche da Francesco Antonio Bocchi, attribuisce a papa Lucio III la consacrazione della Cattedrale nel 1184, anche se la notizia rimane oggetto di discussione tra gli studiosi.
L’antica Cattedrale di Adria: la chiesa di San Giovanni

L’antica Cattedrale di Adria, era conosciuta come chiesa di San Giovanni Battista, era una basilica a tre navate.
Francesco Antonio Bocchi ne pubblicò nel 1802 una dettagliata pianta riferita al 1760, grazie alla quale possiamo ricostruirne l’aspetto.
L’ingresso principale si trovava sul lato occidentale. Attraversata la porta maggiore, si apriva la navata centrale che conduceva al presbiterio rialzato.
Al centro si trovava l’altare maggiore in marmo, oggi conservato nella Cappella del Santissimo Sacramento della nuova Cattedrale.
Dietro l’altare si estendeva il coro con quattordici stalli in legno di noce. A sinistra sorgeva il trono episcopale, sovrastato da un baldacchino, mentre sulla destra si apriva la porta della sacrestia.
Il Crocifisso di Lepanto e le opere dell’antica Cattedrale

Fra le opere più preziose dell’antica chiesa spiccava il celebre Crocifisso di Lepanto.
Si tratta di una tavola dipinta a doppia faccia, attribuita a un iconografo veneto-cretese del XVII secolo. La tradizione racconta che venne portata ad Adria nel 1665 dal cappuccino padre Domenico Guarnieri, in fuga dall’isola di Candia dopo l’invasione turca.
L’opera è ancora oggi custodita nel Museo Diocesano.
L’antica Cattedrale ospitava inoltre:
- l’altare della Madonna del Rosario;
- l’altare della Santa Croce;
- gli altari di Sant’Antonio e della Madonna della Vita;
- numerose cappelle laterali.
Ai lati della porta maggiore si trovavano inoltre due magnifici altari in cotto realizzati attorno al 1440 da Michele da Firenze, allievo del Ghiberti.
Demoliti nel 1760, ne sopravvivono alcuni frammenti, conservati e restaurati nel corso del Novecento.
La nuova Cattedrale

Nel XVIII secolo la vecchia fabbrica era ormai insufficiente e pericolante.
Il Capitolo cittadino sottopose il problema al vescovo Arnaldo Speroni degli Alvarotti, che nel 1776 approvò la costruzione di una nuova chiesa.
Il progetto coinvolse diversi architetti:
- Giovanni Battista Padrin di Tresto;
- Bernardino Maccaruzzi di Venezia;
- don Giacomo Baccari di Lendinara;
- successivamente anche Giuseppe Jappelli.
I primi fondi giunsero grazie a contributi cittadini e a un’imposta straordinaria autorizzata dal Senato veneziano.
Il 27 ottobre 1776 il vescovo Speroni pose e benedisse la prima pietra della nuova Cattedrale di Adria.
Per l’occasione venne coniata una medaglia commemorativa raffigurante il progetto originario della facciata.
La costruzione della Cattedrale di Adria tra Settecento e Ottocento
La costruzione fu lunga e travagliata.
Le guerre e le difficoltà economiche bloccarono il cantiere per molti anni.
Solo nel 1811 i lavori ripresero grazie all’arciprete don Sante Toffanelli.
Nel 1814 furono innalzati:
- il coro;
- la tribuna;
- la crociera;
- le sacrestie laterali.
Mentre nel 1818 l’edificio risultava coperto.
Nel 1825 il vescovo Carlo Pio Ravasi benedisse le parti ultimate e l’altare maggiore.
Nel 1830 iniziarono i lavori delle sezioni mancanti e il 22 dicembre 1836 il vescovo Antonio Maria Calcagno poté benedire l’intero edificio.
Tuttavia mancavano ancora numerosi altari e parte delle decorazioni interne.
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