Mecia arrosta con patate, come si faceva una volta
Ci sono ricette che non hanno bisogno di grandi presentazioni. Bastano un pesce fresco, qualche patata, una cipolla, un po’ d’aglio e gli aromi raccolti nell’orto.
La mecia arrosta con patate alla vecchia maniera appartiene proprio a questa cucina: semplice, concreta e profondamente legata al territorio polesano.
Il termine mecia, nella ricetta riportata nel volume Cucina Polesana, identifica la femmina del cefalo, considerata particolarmente prelibata per la sua carne bianca e gustosa. Un pesce che ben rappresenta quella cucina nata tra fiumi, canali, valli e zone costiere, dove ciò che arrivava dalle acque veniva preparato senza troppi artifici.
Ed è forse proprio questa semplicità il vero segreto della ricetta.
Ingredienti per 4 persone
- 4 mecie, da circa 300-400 g ciascuna
- 8 patate
- 4 piccole cipolle bianche
- olio extravergine d’oliva
- 2 rametti di rosmarino
- prezzemolo tritato grossolanamente
- aglio polesano
- sale grosso
- pepe
Come preparare la mecia arrosta con patate
Puliamo accuratamente i pesci, eliminando le squame e le interiora, quindi laviamoli bene sotto acqua corrente.
Peliamo le patate e tagliamole a tocchetti abbastanza regolari. Laviamole e asciughiamole con cura: un piccolo passaggio che aiuterà ad ottenere una migliore doratura durante la cottura.
Ungiamo con olio extravergine d’oliva una pirofila abbastanza capiente e disponiamo al suo interno le mecie e le patate.
Aggiungiamo i rametti di rosmarino, qualche spicchio di aglio polesano, sale grosso e una macinata di pepe.
La cottura alla vecchia maniera
Scaldiamo il forno a 180 °C e introduciamo la pirofila.
La ricetta prevede una cottura di circa 20 minuti, avendo cura di girare di tanto in tanto le patate e controllare il pesce.
Quando le patate avranno assunto un bel colore dorato e la carne della mecia risulterà cotta, possiamo togliere la pirofila dal forno.
Al momento di servire completiamo il piatto con la cipolla bianca, il prezzemolo tritato grossolanamente e ancora un poco d’aglio, secondo il gusto.
Niente salse elaborate, niente ingredienti superflui: il sapore deve rimanere quello del pesce.
Una ricetta figlia delle acque del Polesine
Parlando di cucina polesana è impossibile separare la tavola dall’acqua.
Po, Adige, canali, valli e lagune hanno condizionato per secoli non soltanto il paesaggio e il lavoro degli abitanti, ma anche quello che finiva nelle cucine delle famiglie.
Il pesce veniva arrostito, fritto, conservato in saor oppure cucinato con ciò che la campagna metteva a disposizione. In questo caso abbiamo patate, cipolla, aglio, rosmarino e prezzemolo: ingredienti comuni, economici e facilmente reperibili.
La mecia arrosta con patate racconta quindi una cucina senza sprechi, nella quale la qualità della materia prima veniva prima di tutto.
È uno di quei piatti che immaginiamo al centro di una tavola familiare, portato direttamente nella pirofila, con le patate ancora sfrigolanti e il profumo del rosmarino che riempie la stanza.
Una ricetta facile anche oggi, ma capace di riportarci a una cucina nella quale si utilizzava quello che offrivano il fiume, la valle e l’orto.
E, molto spesso, era più che sufficiente.
Fonte:
- Cucina Polesana. Ricette e racconti tra storia e memoria, Terra Ferma Edizioni.
